PSICOLOGIA:lo sviluppo di se

 

                        LO SVILUPPO DI (sè)


Intorno al primo anno di vita i bambini cominciano ad esprimere le loro emozioni e anche a comprendere quelle degli altri. Lo sviluppo emotivo del bambino è possibile grazie all'integrazione delle dimensioni

  •  cognitive, 
  • percettive
  •  motorie 
con il proprio se. In questo senso, si può definire il sè come la totalità delle componenti 
  •  psichiche individuali che permettono di fare proprie le esperienze esterne riuscendo a distinguere ciò che appartiene a se stessi da ciò che invece appartiene a quella che è la realtà esterna. La prima consapevolezza di sè avviene proprio attraverso il riconoscimento del proprio corpo.

Gli studi sullo sviluppo delle emozioni hanno prodotto diverse teorie

TEORIA DELLA DIFFERENZAZIONE DI BRIDGES

La psicologa canadese Katherine Bridges è l'esponente della teoria della differenziazione, sostiene che i bambini, al momento della nascita, provano solo una sorta di generica eccitazione, ovvero delle emozioni prevalentemente indifferenziate che si manifestano attraverso movimenti disordinati e anche con il pianto. Solamente in seguito le emozioni cominciano a differenziarsi.              


     APROCCIO DIFFERENZIALE DI IZZARD

Caroll Izard(1924)

Secondo la tesi dell'aproccio differenziale di Caroll Izard, al contrario rispetto alla teoria di Bridges il bambino è fin dalla nascita in grado di provare:

  •  interesse
  •   gioia, 
  • disgusto 
  •  dispiacere
 Le prime tracce dell'emotività sarebbero dimostrate dalle diverse espressioni che un neonato è capace di manifestare. Si tratta quindi di emozioni che possono svolgere una funzione adattiva e che servono a interagire con l'ambiente fisico ma anche sociale, e a segnalare alla madre il proprio disagio. 

Secondo questa corrente di pensiero, altre emozioni come 

  • la rabbia

  •  la paura 

farebbero invece la loro comparsa un po' più tardi,con l'acquisizione della deambulazione dello sviluppo motorio. Non è casuale che compaiono in questo periodo le reazioni utili.


C'è un'altro approccio dal punto di vista delle emozioni ovvero l'approccio funzionale.Quest'ultimo  sottolinea il ruolo fondamentale delle emozioni nel rapporto tra l'individuo e l'ambiente. Seguendo questa teoria l'organizzazione generale delle emozioni, sarebbe presente nei neonati in forma grezza fin dai  primi giorni di vita e quindi tutte le sue componenti si svilupperebbero sucessivamente, diventando poi più complesse, differenziate e regolate in seguito a processi simili a quelli che precedono lo sviluppo cognitivo.

 La funzione delle emozioni sarebbe quella di manifestare ma anche di soddisfare i bisogni fondamentali dell'individuo, favorendo un processo di adattamento e regolando sia gli elementi psicologici interni ,sia i comportamenti sociali .


                   EMOZIONI SOCIALI

Col passare del tempo,  la gamma delle emozioni che il bambino può esprimere aumenta. Grazie al raggiungimento della consapevolezza  di sè  e attraverso il riconoscimento della prorpira immagine, infatti , il bambino  ha la possibilità di sperimentare le proprie emozioni sociali  nel  secondo anno di vita. In questo periodo iniziano ad affiorare:

  •  imbarazzo 
  • invidia 
  •  gelosia
 Un'altra tipologia di emozioni sociali è rappresentata dall'orgoglio, dalsenso di colpa è della vergogna queste hanno un valore valutativo.

                         EMPATIA                 


L'empatia è un'emozione importante poichè consiste nel saper entrare in sintonia non soltanto con sè stessi ma anche con i sentimenti degli altri, questa capacità è già presente nei primi due anni di vita del bambino, da prima come risposta di riflesso agli stimoli esterni, successivamente poi diventa come una partecipazione attiva al comportamento altrui.

video empatia:

https://m.youtube.com/watch?v=SVeNeN4MoNU