PSICOLOGIA:Bruner

 



                                                      BRUNER

Lo spicologo statuinitense Jerome Seymour Bruner(1915)



 ha dato un contributo importante agli studi sullo sviluppo dei processi cognitivi. Egli ha approfondito lo studio del funzionamento della mente umana, e fin da subito, con i suoi studi, si è posto in contrapposizione al comportamentismo.

Lui critica L'idea comportamnetista, poichè seconodo Bruner l'elaborazione delle informazioni e gli altri processi cognitivi superiori, avvengano secondo la teroria motivazionale. Seuguendo questa linea di pensiero l'interazine con il mondo esterno viene guidata principlamente dalle condizioni in cui si trova l'organismo e dalle sue necessità, o motivazioni.

La percezioni ed elaborazione delle informazioni è possibile grazie all'applicazione di una serie di strategie di riposta, che hanno lo scopo adattivo di tenere ssotto controllo il mondo circostante. Secondo Bruner il comportamento dell'uomo si differienza da quello animale poichè è in grado(l'uomo), di selezionare le informazioni e sopratutto perchè compie questa selezione in base a strategie adattive che vuole utilizzare in quel dato momento. Inoltre la mente umana è in grado di  di compiere generalizzazioni altamente astratte, sconociute al resto degli esseri viventi. Un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo è dato dalla rappresentazione. Bruner individua tre diverse dorme di rappresentazione:

  • RAPPRESENTAZIONI ESECUTIVE: legate ad azioni pratiche, sono caratteristiche del primo anno di vita.
  • RAPPRESENTAZIONI ICONICHE: si basano su immagini mentali, compaiono verso i dodici mesi e si sviluppanp progressivamente.
  • RAPPRESENTAZIONI SIMBOLICHE: compaiono verso i diciotto mesi e si svillupoano progressivamente nel corso degli anni, fino al periodo dell'addolescenza. Consitono nell'utilizzo di simboli, ovvero convezioni sociali.
Secondo Bruner alla base di ogni processo cognitivo sta la formazione dei concetti. Ogni individuo pensa e agisce per conecetti. Affinchè un oggetto, informazione, evento venga riconosciuto e codificato  come esemplare di un concetto, è necessario che abbia alcune caratteristiche ben  precise, ovvero degli attributi. Gli attributi si dividono in:
  • rilevanti 
  • irrilevanti
Quando ad un oggetto vengono riconosciuti gli attributi ricorrenti, escludendo quelli irrilevanti si sta compinedo un processo di categorizzazione.
 Ludwig Wittgestein(1889-1951), che a metà degli anni Cinquanta, critica il il modello di Bruner poichè lui sotiene che  le categorie on hanno dei confini ben definiti individuabili attarverso l'astrazione di attributi ricorrenti e l'eliminazione di attributi irrilevanti. Nella percesione, lui crede che l'individuo ossetva le cose che lo circondano nelle quali egli scorge inanzitutto una rete complicata di somiglianze. Tali somiglianze, con legami reciproci di vario peso e natura, costituiscono la famiglia o la categoria.
Secono questa impostazione, dunque in concetti e categorie non sono logicamente definibili in modo univoco, ma sono composti da un aretev di colllegamenti fra diverse proprietà.

Eleanor Rosch(1938) ha dato un contributo importante per quanto riguarda il tema della categorizzazione, infatti secondo lui le categorie hanno la funzione di ridurre la omplessità del mondo esterno, e di orientare di frone a oggetti sconosciuti, di rudurre le quantità di informazioni che devono essere ricordate nelle infinite situazioni della vita quotidiana. Questo principio va sotto il nome di economia cognitiva.

Ritornando a Bruner, che riprende il pensiero di Vigotskij, l'apprendimento è dato dalla costruzione sociale di significato e si realizza nella continua inreazione fra le persone  e l'ambiente. S econo Bruner il linguaggio è il veicolo e supporto più potente per l'apprendimento. Quindi la attività mentale che si sviluppa nell'azione quotidiana, e si struttura e ordina attraverso il linguaggio.